uptight31 March 2006 1:33 am

…e acciacchi varii: non mi sono accorto che i pingu che prima si abbracciavano sempre adesso hanno litigato, ho provato a convincerli a tornare vicini ma non vogliono, e quello piccolo mi pare un po’ triste…
Aiutateci! (A me e al pingu piccolo!)

Fede

Sono quasi le 3.30 di notte ma sono un po’ tormentato, e’ una settimana che non fumo e a sto punto potrei anche dire, ma si smettiamo… E invece voglio una sigaretta! Una canetta! Un secchio! Un tiro di bong, una cosa qualsiasi, tutte quante assieme!!! Non mi addormentero’ mai con questi pensieri…

uptight20 March 2006 8:47 am

Ogni giorno che passa ritorna il tragico momento della mattina. Mi alzo, piu’ o meno distrutto a seconda di come sta andando la settimana, inizio col pensare che finalmente potrebbe essere una giornata buona, che potro’ vivere senza i soliti pensieri, senza i soliti ricordi e senza le solite assienze, e mentre ci penso ecco che da solo me li sono ritirati tutti in mezzo e sale quella sensazione dove vorresti sboccare l’anima e sparire per un po’.
Dannazione non e’ possibile.
Anche oggi sono fregato…
Federico

uptight 8:45 am

Questo è stato figo.
Io ci sono andato e voi no :)

uptight5 March 2006 12:26 pm

Che delusione stamattina quando ho realizzato che si trattava solo di un sogno!

Scendevo le scale delle metropolitana dopo essere uscito dall’universita’, ma il cancello per entrare sulla banchina era chiuso. L’unica possibilita’ era quella di farsi aprire dal negozietto delle crepes che si trovava li sotto. E un’altra saggia decisione era quella di prendere un caffe’ attendendo l’apertura del cancello.
Inizio cosi’ a chiaccherare con la proprietaria del chiosco quando vedo apparire da dietro una ragazza veramente carina, capelli corti, occhi chiari, snella, un bellissimo sorriso! In qualche modo attacco bottone le domando di uscire un giorno assieme, lei accetta di buon grado e aspettando sempre l’apertura del cancello continuiamo a chiaccherare, e’ simpaticissima, il viso dolce, i modi semplici.
Poco prima di prendere il mio treno, le do un bacio sul collo e lei mi ricorda l’appuntamento per le 3.30 della mattina, salto sul treno, e mentre penso a che fortuna avevo avuto nel trovare il cancello chiuso, mi sveglio di colpo e realizzo.

Ma che sogno assurdo! Era carino pero’, nel sognarlo mi e’ piaciuto, anche se chiaramente non ci sono creperie sotto la metropolitana, non ci sono cancelli che si possano chiudere per la banchina, non ci sono ragazze che mi danno appuntamenti.
Pero’ il bacio sul collo e’ stata una mossa da pro!

Buongiorno…

uptight3 March 2006 5:21 pm

… mentre si fa un lavoro potenzialmente pericoloso!
Giovedi, Motta. Si parte la mattina con mamma e Riqui, obiettivo sistemazione casa e potatura piante. Il viaggio parte male, litigo con entrambi i miei compagni di viaggio e si arriva a Motta tra uno scazzo e l’altro.
Come entro in giardino mi si stringe lo stomaco, tipo sbocco, poi pian piano e’ passata. Anche li, non e’ possibile uff che puntualmente questo e’ l’effetto che mi fa quella casa. L’ho guardata, rimirata, controllata, era proprio carina, proprio accogliente, eppure tutte le volte che vado mi si stringe lo stomaco e mi viene quasi da sboccare. Passo in bagno un po’ di attimi, mi lavo ripetutamente il volto cercando sollievo nella freschezza dell’acqua, mi scruto un po’ allo specchio.
Inizio il lavoro. Taglia di qui taglia di la tutto pare andare per il verso giusto fin tanto che la mia distrazione e la testa da altre parti non portano al fattaccio.
Il dito!

Se ve lo state domandando, si, fa male. Carne, unghia e carne sotto l’unghia, tutto tagliato e strappato da una nuovissima e bellissima sega che avevo acquistato per l’occasione. Ho bagnato la mia terra col mio sangue, potrei dire.

Prima di tornare a casa ho notato un bellissimo fiore di colore viola nella casetta delle tartarughe piccole, probabilmente piantato da me o da Sara, spuntato in questi giorni mentre il freddo ancora impedisce alle piccoline di tornare a scorrazzare per il giardino. Abbiamo sempre sbagliato il periodo giusto per piantare i bulbi, ma puntualmente ogni anno sono cresciuti (l’anno dopo!), e ogni anno mi hanno regalato un sorriso (e questa volta, ancora quella sensazione di stretta allo stomaco).

Metafora della vita?

Fede