Ovvero, un’allegra domenica passata in ambulanza. Comode 10 ore e mezza in giro per milano a salvare, sperare, amare e lavorare. 10 ore di pura follia, momenti strani o talvolta divertenti. 10 ore di CroceVerde.
Ore 7. Suona la sveglia interrompendo un sogno che mi pareva anche carino, e mi sveglio un po’ dispiaciuto, scocciato, e’ domenica mattina e alle 8 devo essere in sede… Entro 10 minuti mi alzo, fa freddo la mattina, ho voglia di tornare a letto e finire il sogno che stavo facendo ma purtroppo non e’ cosa. In breve sono in bagno, mi faccio la barba, lavo i capelli, osservo i soliti graffi, sta volta sulla spalla, mi vesto e mi preparo per uscire, saluto mamma distrattamente e salto in auto. Via verso la CroceVerde. Ancora sto pensando al mio sogno.
Ore 8. Arrivo in CV, il mio caposquadra mi sta urlando contro, sono in ritardo secondo lui, e’ gia’ arrivato un servizio (una chiamata). Parcheggio la macchina, frego una brioche a qualcuno e salto in ambulanza, lancio le chiavi al primo che le prende chiedendo di metterle via e mi sistemo nel mio comodo sedile. Apro il finestrino per avere un po’ di vento tra i capelli, e via, verso l’avventura!
Incidente automobilistico tra due signori di mezza eta’, routine tutto sommato. Sistemiamo la faccenda e prima che riusciamo a partire con l’ambulanza arriva la moglie di uno dei due, in lacrime, urlando contro il marito, “cosa hai fatto!!! come hai fatto!!! e adesso cosa succedera’!!! lo hai ucciso!!!” … La guardo uno po’ stranito.. “signora, qui nessuno e’ morto, si calmi!” Ok, risolta la signora partiamo per l’ospedale e via.
Nell’arco della mattinata facciamo un altro paio di interventi, una signora che non riusciva a cammiare, una che non riusciva a respirare, forse qualcos’altro ma ora mi sfugge.
Ore 12. Guinnes al Pogue Mahones. Parcheggiamo l’ambulanza davanti e entriamo, pregio. Chiaccheriamo con le ragazze dietro al bancone, sorseggiando la nostra birretta, per ora sembra tutto tranquillo e nessuna chiamata sembra all’orizzonte.
Ore 12.30. Sembra, appunto.
Se la memoria non mi inganna abbiamo fatto una corsa per soccorrere un tizio picchiatello, che stava in una “pensione” dove c’erano topi agonizzanti sotto le scale, che pensava di avere l’aids perche’ era debole (ma tutto sommato dopo si scoprira’ essere un tossico) e predicava che l’acqua del palazzo era cattiva (e ci credo, coi topi morti…) Sistemiamo il picchiatello che dichiara di essere un venditore ambulante di roba, e torniamo alla nostra colonnina (il punto dove sostiamo con l’ambulanza, ogni volta un punto diverso)
Ore 13.30 Allegra signora veneta in gita a milano si sente male a cena coi parenti. Arriviamo che la situazione si era gia’ trantuillizzata, facciamo poco, la signora ci saluta baciandoci tutti. MAI SUCCESSO!!! In quella una ragazza che apparteneva alla comitiva veneta mi fa sottovoce “sai, anche io sto in croce verde, pero’ non bacio nessuno!!!”.
Peccato.
Ore 14. Colonnina, Duomo. Troppe donne, troppe ragazze, mi sento male
Mangio un whopper menu per riprendere un po’ le forze, faccio quattro passi per le strade del centro. Sole. In giro solamente compagnie felici e coppiette, mi sento un po’ spaesato. Abbiamo un po’ di tempo perche’ non arriva nessuna chiamata, spendiamo qualche chiacchera coi passanti, diamo le solite informazioni stradali, ci rilassiamo. I miei compagni riescono anche a prendere un gelato, io non ne avevo voglia, avevo ancora la pancia riempita dall’hamburgher appena trangugiato e mi sentivo a posto cosi
Ore 15. Scolaresca di 14enni francesi sale sul Duomo, una ragazzina si sente male e ha una crisi di panico.
E CHI CHIAMERAI?
Spendo 4 parole nel mio francese frizzante, quantomeno i ragazzi sembrano capire, faccio un po’ lo sgargiante col mio equipaggio che non sospettava di queste mie capacita’
Tranquillizziamo la signorina, ci assicuriamo che tutto vada bene, scambiamo qualche parola col resto della scolaresca e poi li salutiamo. E’ stato il servizio piu’ carino della giornata, molto insolito!!
Ore 16. Colonnina in piazza 24 maggio, mi piazzo sulle panchine di pietra di sant’eustorgio e mi faccio un sonnellino. C’era il sole, il vento. Mi siedo sulla panchina, mi guardo un po’ attorno, mi ci sdraio. Inizio a pensare ai fatti miei, vorrei li per li avere qualche amico piu’ caro attorno, è troppo bello il sole per non condividerlo. Mi incupisco una minima, mi addormento. Vengo svegliato solo verso le cinque e mezza da una chiamata. Apro gli occhietti e vedo la giusi che si sbraccia per chiamarmi. Mi alzo, osservo un poco la piazza per l’ultima volta e mi avvio verso la macchina.
Ore 17.30. Colluttazione tra vicini di casa. Un vecchietto pazzo da una bastonata in testa al vicino e gli fa un bel taglio da punti in fronte. Ottimo.
Ore 18.30. Giornata finita, torniamo in sede. Spostando le auto nel mini mini parcheggio della croce verde forse ne ho grattate due tra loro (no, la mia e’ ok ancora). Nel dubbio le risistemo all’incirca com’erano prima e fugo verso casa
Ore 1. Forse e’ il caso di andare a letto, domani si lavora. Sono stato soddisfatto della giornata di oggi, ho vissuto un sacco di avventure e qualche esperienza insolita. Ogni tanto la mia testolina si e’ lasciata andare a pensieri paccosi, probabilmente era ancora una giornata troppo bella e mi ha ricordato cose che mi incupiscono. Vado sotto le coperte, leggo una storia di un Topolino e vi do la buonanotte.
Federico















